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La barriera corallina australiana “in campo” contro l’inquinamento

By 7 Febbraio 2022Febbraio 11th, 2022No Comments

Il campo da tennis nel mare australiano

Fortunatamente anche il mondo dello sport sta diventando sempre più “green”, attirando su di sé l’attenzione di chi pensa che l’attività fisica non faccia bene solo a sé stessi, ma anche al pianeta.

È di gennaio di quest’anno la notizia che il parco marino della Grande Barriera Corallina in Australia, la più estesa al mondo, si è dotato di un enorme campo da tennis- sponsorizzato da Adidas in collaborazione con l’organizzazione ambientalista Parley for the Oceans- interamente composto da plastica riciclata. L’obiettivo è chiaro ed è quello di sensibilizzare quanta più gente possibile sull’inquinamento negli oceani. L’idea di realizzare questo campo da gioco, oltre ad essere innovativa, appare anche profondamente simbolica: pulire il mare dalla plastica-  realizzando un vero e proprio “monumento sportivo”, che dimora nell’elemento maggiormente violato dall’inquinamento- ha un impatto emotivo fortissimo. I rifiuti acquisiscono una sorta di dignità, arrivando ad appropriarsi di una dimensione in cui la trasformazione della materia si tinge di etica ed ecologia.

L’inaugurazione del campo ha visto come protagonisti assoluti tre star dello sport australiano (Ian Thorpe, Jessica Fox, il giocatore di rugby Nathan Cleary) e la modella Steph Claire Smith, che hanno giocato una partita di doppio misto in uno scenario a dir poco suggestivo.

A breve  il campo da tennis, esaurita la sua funzione di “catalizzatore mediatico”  sarà donato a una scuola di una città dell’Australia settentrionale.

Il nostro augurio è che questo esempio diventi virale e che lo sport possa rappresentare sempre più un traino per trasformare le criticità in splendide opportunità.

Valeria Bellobono