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Il dolce bacio di Luisa

By 1 Marzo 2022Dicembre 18th, 2022No Comments

Quello di Luisa Spagnoli è un nome certamente noto al grande pubblico femminile. Le sue vetrine troneggiano nei viali di mezza Italia, a ricordare che c’è qualcuno, ogni tanto, che riesce a resistere al tempo e alla storia.

Ma sapevate che questa donna, considerata la prima grande imprenditrice italiana, è nota anche per aver fondato la celebre industria dolciaria Perugina, vanto italiano ceduto – ahimè – al colosso Nestlè? Era il 1907 e le donne non votavano. Esisteva il matrimonio riparatore ed erano, di fatto, “proprietà” del proprio marito. Però, pian piano, con costanza e intelligenza, alcune di loro stavano cambiando la storia e il modo di considerare l’imprenditoria del Bel Paese.

La Spagnoli, utilizzando scarti di lavorazione per i prodotti dolciari, inventò, per caso o per genio, quello che è diventato il cioccolatino più famoso del mondo: il bacio, il simbolo degli innamorati (e dei golosi) che si giurano amore eterno, scartando quella stagnola stellata dal rumore inconfondibile e dal profumo unico. E pensare che il primo nome fu quello del meno romantico “cazzotto”, cambiato in “bacio” dal suo amato Giovanni Buitoni, socio in affari.

Comunque, fu solo dopo aver fatto la felicità dei golosi di tutto il mondo, che Luisa Spagnoli decise di lanciarsi nella nuova attività di imprenditrice tessile, investendo nell’allevamento di conigli d’angora per la produzione di filati pregiati, collegando il suo nome a uno dei più celebri marchi dell’abbigliamento made in Italy. E qui, la nostra meravigliosa donna, si distinse per un altro aspetto, non trascurabile agli occhi dei più attenti: gli animali non venivano né tosati, né uccisi, ma pettinati, permettendo di produrre, così,  abiti non solo belli, ma anche buoni, attraverso l’invenzione di un sistema di filatura con l’arcolaio.

E non finisce qui, perché la Spagnoli viene ricordata anche per la sua attenzione alle condizioni di lavoro dei suoi dipendenti. Durante la prima guerra mondiale, quando tutti gli uomini erano partiti per il fronte, Luisa si era ritrovata da sola a badare alla casa e all’azienda, esattamente come tante altre donne che avevano iniziato a lavorare per sopperire alla mancanza del capofamiglia. Decise quindi di aumentare le strutture sociali che potessero migliorare la vita delle sue operaie e fondò l’asilo nido all’interno di uno dei suoi stabilimenti. Portò avanti questo progetto anche dopo la guerra, con l’azienda Angora Luisa Spagnoli, il cui stabilimento di Santa Lucia era provvisto di casette a schiera e perfino di una piscina per i dipendenti. Anche qui c’era un asilo per i figli degli operai e si organizzavano balli, feste, gare sportive e partite di calcio per tutti, coniugando l’impegno sociale all’ attenzione  all’impatto ambientale della produzione.

La sua figura è indimenticabile ed è stata celebrata anche da una recente serie tv, che l’ha fatta conoscere al grande pubblico, come donna, al di là del suo nome. Oltre al fatto di aver dato vita a due aziende di successo che ancora oggi raccontano una vita fatta di passione, sacrifici e importanti cambiamenti, noi vogliamo ricordarla anche come un esempio di straordinaria forza, intelligenza e capacità. Perché se è vero che tutti possono provare a cambiare le cose, è altrettanto vero che in pochi riescono a trasformare i sogni in Storia.

Valeria Bellobono