Avere un sogno nel cassetto e perseverare, nella speranza di farcela, non è da tutti.
La maggior parte delle persone si scoraggia facilmente e finisce per accontentarsi del proprio destino, con la scusa che tanto “ce la fa uno su un milione” a portare avanti un obiettivo che sembra irrealizzabile.
Poi c’è chi pensa in modo diverso, innovativo, out of the box; e così ce la fa. Ecco, dovremmo pensare che uno di quei rari puntini bianchi nell’universo di punti neri, potremmo essere noi. Così deve aver pensato Rami Malek, che prima di diventare Freddie Mercury, e dopo ancora, una star da Golden Globe e da Oscar, ha fatto per anni il fattorino, consegnando pizze a Los Angeles.
Fin qui nulla di strano, se non fosse che Rami avesse un’abitudine piuttosto peculiare, quando recapitava pizze a personaggi che, in qualche modo avevano a che fare con il mondo del cinema (cosa non rara nella capitale dell’industria cinematografica): apporre, sopra al cartone fumante, una sua fotografia con relativo curriculum.
E così, per caso, o forse, no, finalmente un bel giorno Rami è stato chiamato da qualcuno che gli ha affidato la sua prima parte, così, in poche ore. La sua tenacia, insomma, gli aveva dato quella possibilità che lui, semplicemente, chiedeva di avere, lanciandolo come un missile verso una carriera formidabile.
Sì, è bastato consegnare la pizza giusta nel posto giusto per diventare, secondo la rivista Time, una delle 100 persone più influenti al mondo. Non credo che adesso chi voglia fare l’attore debba abbandonare i propri studi per andare a consegnare poke o hamburger, ma penso che la storia vissuta da Rami possa essere un’importante ispirazione per chiunque abbia il desiderio di farcela, per tutti coloro che si sentono relegati e rinchiusi in un piccolo mondo circondato da filo spinato e non pensano sia possibile uscirne fuori.
Il primo segreto è sempre il solito: credere in sé stessi, non arrendersi mai e non pensare che il proprio sogno, per quanto ambizioso sia, non possa essere realizzato – e fin qui non c’è niente d’innovativo. Il secondo è quello di dar voce al proprio emisfero destro del cervello, quello che attiva il pensiero laterale, che è alla base di tutte le trovate geniali. Insomma, adottare alcune piccole strategie creative che possano mettere in evidenza le proprie qualità e attitudini che facciano da ponte tra il nostro piccolo mondo e il mondo più grande in cui sogniamo di approdare.
Rendersi diversi in un contesto in cui siamo sempre più simili è possibile, e potrebbe davvero aiutare a farci notare e far dire alla persona giusta che “sì, lui/lei è proprio ciò che stavo cercando”.
Allora, andiamo avanti, con i piedi ben saldi a terra e – perché no? – la testa tra le nuvole, sospesi tra sogno e concretezza, desiderio e realtà. Basta trovare il giusto cartone per la nostra pizza immaginaria, accompagnata da una spolverata di creatività, un goccio di sagacia e un pizzico di fortuna.
In fondo, la vita è piena di opportunità, basta trovare il condimento giusto per renderla speciale.
Valeria Bellobono
