Si può pensare di fare innovazione attraverso un motore di ricerca dietro al quale ci sono migliaia di menti brillanti provenienti da tutto il mondo?
Forse oggi è scontata una risposta affermativa, ma quindici anni fa le cose apparivano in un modo diverso. Le aziende e le organizzazioni che avevano la necessità di generare idee geniali per il proprio business si affidavano unicamente ad agenzie specializzate che, dopo aver recepito il briefing del cliente, presentavano proposte. Una, due, tre. Se si era fortunati, quattro. Forse. Se il cliente era soddisfatto, si procedeva con la loro realizzazione, altrimenti – come spesso succedeva – si ricominciava daccapo. Ancora e ancora. Com’era possibile che nell’era di Internet il processo di sviluppo di nuove idee fosse ancora lo stesso di 2 secoli prima?
Nel 2006 nacque una piattaforma, di nome BootB, per cercare di ottimizzare l’incontro tra domanda di creatività e offerta, ideando un vero e proprio marketplace, che consentiva di migliorare enormemente il processo di nascita delle idee, potendo contare su un bacino di oltre 35.000 creativi da 162 Paesi diversi. Il progetto, nato in Russia, poi sviluppato negli USA, ed esportato in tutto il mondo, abbatteva facilmente tempi e costi del processo. Cosa faceva BootB? Qualunque cosa un’azienda dovesse aver bisogno a livello di innovazione: dall’ideazione di nuova campagna pubblicitaria per Auchan a un nuovo packaging per Unilever, dal titolo di un film per Universal Pictures a un progetto di design per Bulgari, fino ad arrivare a un business model per EMI Music.
Qualunque azienda, agenzia o persona fisica poteva mettere il proprio brief online sulla piattaforma e solamente l’azienda cliente poteva vedere le proposte (in media 115 per brief), al fine di scegliere la migliore.
In 2 anni di test – 2006 e 2007 – i clienti hanno ricevuto idee geniali dai migliori masterminds di tutto il mondo, mentre negli anni in cui è stata attiva, BootB ha sviluppato migliaia di progetti a livello internazionale. Chiunque poteva partecipare, anche seduto sulla poltrona del proprio salotto, davanti alla tv. Non era necessario essere per forza dei masterminds conosciuti o dei creativi importanti. Chiunque poteva avere la propria chance, da New York come a New Delhi, dall’ultimo piano di un grattacielo di Shangai a una casetta sovraffollata della Corea del Sud.
L’ancora semisconosciuto modello di ricerca utilizzato, identificabile col termine di “crowdsourcing” – in contrapposizione al tradizionale outsourcing –si rivelava, infatti, ampiamente meritocratico, diretto e vantaggioso sia per le aziende che per i masterminds di tutto il mondo, dando la possibilità di aprire porte a chiunque dimostrava di essere davvero geniale. Il globale e il locale finalmente si incontravano, pur comunicando semplicemente tramite terminali e programmi scaricati su un computer.
Molto è stato fatto, creato, realizzato, negli anni di vita di BootB, con una miriade di proposte fatte e molte centinaia di progetti approvati. Tra i clienti anche Disney, Estée Lauder, Ferrero, Lego, Lindt, Mondadori, MSC Crociere, New Holland, Perfetti-Van Melle, Peugeot, Playtex, Reckitt-Benckiser, Unicef, 20th Century Fox e tanti altri, così come molti sono coloro che hanno creduto e investito in questo progetto dall’odore di scommessa già vinta.
Numerosi sono gli aneddoti e le storie che Pier Ludovico Bancale, Founder e CEO di BootB, può raccontarci, dai personaggi che hanno affollato questa stupefacente avventura, alle vicende vissute dai suoi incredibili protagonisti. Lo sapete, ad esempio, in quale modo BootB si è fatta conoscere dai migliori creativi di tutto il mondo? Ovviamente nel modo più out of the box che esiste: attraverso un lancio, avvenuto contemporaneamente nelle 18 città considerate “capitali dell’innovazione” dell’intero globo. Nell’estate del 2008, davanti alle porte delle più prestigiose 324 agenzie pubblicitarie presenti sul pianeta, in 18 città, da Los Angeles a Sidney, passando per Città del Messico, San Paolo, Buenos Aires, New York, Londra, Madrid, Parigi, Berlino, Milano, Il Cairo, Mosca, Mumbai, Kuala Lumpur, Jakarta, Shangai e Tokyo, sono state distribuite 200.000 magliette riportanti un messaggio davvero “out of the box”, il cui succo era: “Nel lavoro d’agenzia crea per le aziende clienti, nel tempo libero per quelle che ti piacciono!”. Il successo è stato planetario e le adesioni sono schizzate nel giro di poche ore. Le menti più brillanti del mondo, i masterminds, hanno scommesso insieme a BootB e insieme a BootB hanno affrontato un meraviglioso viaggio nelle pieghe della prima creatività davvero libera.
La storia è molto bella, ma purtroppo non ha avuto un lieto fine. Non c’è stato un “per sempre” perché l’idea non era matura per i tempi e non ha fatto i conti con un elemento che non era stato considerato: è mancata una figura di raccordo, che fungesse da intermediario tra la domanda e l’offerta, un magister che ci mettesse la faccia e si ponesse come interlocutore con le aziende clienti. L’idea era quella che i tempi fossero maturi per una gestione dei progetti totalmente online e che, proprio per questo, non ci fosse la necessità di una vera e propria struttura dietro che seguisse quella che in realtà era una vera e propria rivoluzione culturale dalla portata immensa.
La lezione è stata imparata e oggi BootB si è rinnovata, facendo tesoro degli errori del passato, elaborandoli e trasformandoli in risorse. Ci sono voluti anni per mettere a punto il nuovo progetto, ma oggi BootB accompagna una nuova avventura, quella di iMasterminds, affiancandosi a lei con alcune delle menti geniali che hanno fatto la storia dell’innovazione, a vario titolo, e che sono al centro dell’open innovation made in Italy.
Perché quando si cade, è solo per imparare a reggersi meglio in piedi. E poi si corre.
Valeria Bellobono

